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Analisi del periodo: il metodo in 5 passi per non perdersi

Un metodo in 5 passi per l'analisi del periodo: conta i verbi, trova la principale, riconosci le congiunzioni, distingui coordinate e subordinate e classificale. Con un esempio svolto.

Il periodo lungo, con tre o quattro verbi, un “che” ogni due parole e una virgola messa a caso, fa paura. Quando lo vedi in una verifica, la tentazione è partire dalla prima parola e sperare che il resto si sistemi da solo. Non succede. L’analisi del periodo funziona solo se segui un ordine, ed è lo stesso ordine ogni volta. Eccolo in cinque passi.

I cinque passi

Passo 1: conta i verbi di modo finito. Ogni verbo di modo finito (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo) corrisponde a una proposizione. Infinito, participio e gerundio sono modi indefiniti: formano comunque proposizioni, ma implicite, e ti servono più tardi. Se il periodo ha tre verbi finiti, avrà tre proposizioni.

Passo 2: individua la proposizione principale. La proposizione principale è quella che regge il senso del periodo e non dipende da nessun’altra. Spesso, ma non sempre, è la prima. Per trovarla chiediti: quale proposizione potrebbe stare in piedi da sola?

Passo 3: riconosci le congiunzioni e i pronomi che collegano. Parole come che, perché, quando, se, mentre, e, ma, quindi ti dicono come sono legate le proposizioni. Un pronome relativo (che, il quale, cui) introduce una relativa.

Passo 4: distingui coordinate e subordinate. La proposizione coordinata sta sullo stesso piano di un’altra (e, ma, però, quindi). La subordinata dipende da un’altra proposizione, che le fa da reggente.

Passo 5: classifica ogni subordinata e il suo grado. Dai un nome alla subordinata (oggettiva, causale, temporale…) e indica il grado: 1° grado se dipende dalla principale, 2° grado se dipende da una subordinata, e così via. Sui livelli di dipendenza c’è la pagina sui gradi di subordinazione.

PassoCosa faiStrumento
1Conti i verbi finitisottolinei ogni verbo
2Trovi la principalela frase che sta in piedi da sola
3Cerchi i collegamenticongiunzioni e pronomi relativi
4Coordinata o subordinata?chi dipende da chi
5Classifichi e dai il gradoil tipo di subordinata

Il periodo da analizzare

Prendiamo questo periodo:

Credo che Luca arriverà tardi perché ha perso il treno.

Passo 1: i verbi

Cerchiamo i verbi di modo finito: credo, arriverà, ha perso. Sono tre, quindi il periodo ha tre proposizioni.

Passo 2: la principale

Quale delle tre sta in piedi da sola? Credo ha senso (anche se incompleta di contenuto), mentre Luca arriverà tardi e ha perso il treno hanno bisogno di qualcuno che le regga. La principale è: Credo.

Passo 3: i collegamenti

Troviamo due congiunzioni subordinanti: che (dopo credo) e perché (dopo tardi). Ci dicono che le altre due proposizioni sono subordinate.

Passo 4: coordinate o subordinate

Non c’è nessun e o ma che le metta sullo stesso piano. Le due proposizioni dipendono da altre: sono entrambe subordinate.

Passo 5: classificazione

  • Credo: proposizione principale.
  • che Luca arriverà tardi: subordinata oggettiva di 1° grado, dipende da credo. Prova: credo che cosa? “Questo”. È il complemento oggetto di credo.
  • perché ha perso il treno: subordinata causale di 2° grado, dipende da arriverà tardi, cioè dalla subordinata precedente. Prova: perché arriverà tardi? Per il motivo che ha perso il treno.

Lo schema finale:

Credo (principale) → che Luca arriverà tardi (oggettiva, 1°) → perché ha perso il treno (causale, 2°)

Errori che fanno perdere punti

Considerare principale la prima proposizione per forza. In Quando arrivi, chiamami la principale è chiamami, mentre quando arrivi è una subordinata temporale.

Contare anche i verbi non finiti come proposizioni “intere”. In Esco per comprare il pane ci sono due proposizioni: esco e per comprare il pane, una finale implicita. Il verbo all’infinito conta, ma si classifica come subordinata implicita.

Sbagliare il grado. Il 2° grado non significa “la seconda subordinata”, significa “dipende da una subordinata”. Due subordinate che dipendono entrambe dalla principale sono entrambe di 1° grado.

Confondere il “che” relativo con il “che” congiunzione. Se puoi sostituirlo con il quale, è un pronome relativo e la proposizione è una relativa. Se introduce ciò che si dice, si pensa o si crede, è una congiunzione.

Dove allenarti dopo

Se il passo 5 ti manda in crisi sulle oggettive, ripassa la subordinata oggettiva e la subordinata soggettiva. Se il tuo punto debole sono invece i complementi dentro le singole proposizioni, ripassa il complemento oggetto.

Una routine da portare in classe

Scrivi sempre i verbi in una colonna a margine, accanto numera le proposizioni, poi traccia delle frecce da ciascuna subordinata alla sua reggente. Con le frecce sul foglio il grado di subordinazione si legge a colpo d’occhio. Con la pratica, i cinque passi diventano un riflesso e ti ci vogliono pochi secondi.

Analizza prima a mano, poi verifica. Prova tu stesso con un periodo del tuo libro e, solo dopo, confronta il risultato con l’analizzatore di analisi logica con IA, gratuito: dove la sua analisi differisce dalla tua c’è esattamente il punto da ripassare.