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La proposizione soggettiva

La proposizione soggettiva è la subordinata che svolge la funzione di soggetto del verbo della reggente: «È giusto che tu ti scusi», dove «che tu ti scusi» è il soggetto di «è giusto».

Dipende da verbi impersonali (bisogna, accade, sembra, pare, conviene), da espressioni impersonali (è necessario, è bello, è probabile, si dice) o da verbi al passivo impersonale (si pensa, è stato deciso). Forma esplicita: «che» + verbo finito; forma implicita: «di» + infinito o infinito semplice («Bisogna studiare»).

Come riconoscerlo

Controlla la reggente: se il suo verbo è impersonale e non ha un soggetto proprio, la subordinata «che...» o l'infinito fa da soggetto. Prova a sostituirla con «questo/ciò»: «È bello che tu sia qui» = «Questo è bello»: «questo» fa da soggetto.

Esempi

Da non confondere con…

La differenza con l'oggettiva sta tutta nella reggente: se la reggente è impersonale («Sembra che...», «È chiaro che...») la subordinata è soggettiva; se la reggente ha un soggetto proprio («Luca dice che...») la subordinata è oggettiva.

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Domande frequenti

Da quali verbi dipende la soggettiva?
Da verbi ed espressioni impersonali: bisogna, sembra, pare, accade, è giusto, è probabile, si dice, è stato stabilito.
Come distinguo soggettiva e oggettiva?
Guarda la reggente: impersonale, quindi soggettiva («Pare che piova»); con soggetto proprio, quindi oggettiva («Marco pensa che piova»).
La soggettiva può essere implicita?
Sì, con l'infinito: «Conviene partire presto», dove «partire presto» è il soggetto di «conviene».