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La proposizione oggettiva

La proposizione oggettiva è la subordinata che svolge la funzione di complemento oggetto del verbo della reggente: «Dico che hai ragione», dove «che hai ragione» è ciò che dico.

Dipende da verbi con soggetto proprio che esprimono dichiarazione (dire, affermare, raccontare), opinione (pensare, credere, ritenere), percezione (vedere, sentire), volontà o desiderio (volere, sperare). Forma esplicita: «che» + indicativo o congiuntivo; forma implicita: «di» + infinito quando i soggetti coincidono («Penso di avere ragione»).

Come riconoscerlo

Chiediti «che cosa?» dopo il verbo della reggente: se la risposta è un'intera proposizione, è un'oggettiva. Prova la sostituzione con «questo»: «Spero che venga» = «Spero questo».

Esempi

Da non confondere con…

Non confondere l'oggettiva con la soggettiva: l'oggettiva dipende da un verbo con soggetto proprio («Io penso che...»); la soggettiva da un verbo impersonale («Sembra che...»). E non confondere il «che» dell'oggettiva con il «che» relativo, che si sostituisce con «il quale».

Errori frequenti

Sbagliare la scelta tra esplicita e implicita: se il soggetto della reggente e della subordinata è lo stesso, l'italiano preferisce l'implicita («Credo di sapere», non «*Credo che io so»). E dimenticare il congiuntivo con i verbi di opinione: «Penso che sia», non «*Penso che è» nello scritto formale.

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Domande frequenti

A quale domanda risponde l'oggettiva?
A «che cosa?» chiesto al verbo della reggente: fa da complemento oggetto in forma di frase.
Quando l'oggettiva è implicita?
Quando il soggetto della reggente e della subordinata coincidono: «Penso di partire» (io penso, io parto).
L'oggettiva vuole l'indicativo o il congiuntivo?
Dipende dal verbo reggente: dichiarativi e percettivi reggono l'indicativo («So che è vero»); opinione, volontà e dubbio reggono il congiuntivo («Credo che sia vero»).