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La proposizione finale

La proposizione finale esprime lo scopo, il fine verso cui è diretta l'azione della reggente: «Ti chiamo per avvisarti», «Parlo lentamente affinché tutti capiscano».

Forma esplicita con affinché, perché, che + congiuntivo («affinché nessuno si perda»). Forma implicita, la più comune, con per + infinito, a + infinito (dopo verbi di movimento: «vado a comprare») o da + infinito («qualcosa da mangiare»). Corrisponde al complemento di fine dell'analisi logica.

Come riconoscerlo

Chiediti «a quale scopo?, con quale fine?»: se la risposta è una proposizione, è una finale. Il congiuntivo dopo «perché» è la spia più affidabile del valore finale.

Esempi

Da non confondere con…

Non confondere la finale con la causale: la finale guarda avanti (uno scopo da raggiungere, congiuntivo o infinito); la causale guarda indietro (un motivo già dato, indicativo). «L'ho punito perché capisse» (finale) contro «L'ho punito perché aveva mentito» (causale).

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Domande frequenti

Quali congiunzioni introducono la finale?
Affinché, perché e che con il congiuntivo; per, a, da con l'infinito nella forma implicita.
Quando la finale è implicita?
Quando il soggetto della finale coincide con quello della reggente (o è generico): «Studio per imparare».
«Perché» + congiuntivo è sempre finale?
Quasi sempre: il congiuntivo segnala lo scopo («Glielo spiego perché non sbagli»). Con l'indicativo, «perché» è causale.