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Il complemento di fine o scopo

Il complemento di fine (o scopo) indica l'obiettivo, lo scopo verso cui è diretta l'azione: «Studio per l'esame», «Si allena per la maratona», «cane da guardia».

Risponde alle domande «per quale scopo?», «a quale fine?», «con quale obiettivo?». È introdotto dalle preposizioni per, a, da, in e dalle locuzioni «allo scopo di», «al fine di», «in vista di».

Come riconoscerlo

Chiediti «per quale scopo?»: se la risposta indica qualcosa che si vuole ottenere o raggiungere (e non un motivo già esistente), è complemento di fine. Prova la sostituzione con «allo scopo di»: se regge, è fine.

Esempi

Da non confondere con…

La coppia più insidiosa dell'analisi logica: fine contro causa. «Lotta per la libertà» è fine (obiettivo da raggiungere); «È stato multato per l'eccesso di velocità» è causa (fatto già avvenuto). Attenzione anche a «da»: «scarpe da ginnastica», «sala da pranzo» sono complementi di fine.

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Domande frequenti

A quali domande risponde il complemento di fine?
A «per quale scopo?», «a quale fine?», «con quale obiettivo?».
Come lo distinguo dal complemento di causa?
Il fine è un obiettivo futuro che si vuole raggiungere; la causa è un motivo che esiste già. «Per la promozione» dopo «studiare» è fine; «per la stanchezza» dopo «crollare» è causa.
«Occhiali da sole» contiene un complemento di fine?
Sì: «da sole» indica la destinazione d'uso dell'oggetto, un valore tipico del complemento di fine.