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La proposizione consecutiva

La proposizione consecutiva esprime la conseguenza, l'effetto di ciò che dice la reggente: «Era così stanco che si addormentò subito», «Ha parlato tanto che è rimasto senza voce».

Nella reggente c'è quasi sempre un antecedente che annuncia la conseguenza: così, tanto, talmente, tale, a tal punto. La subordinata è introdotta da «che» (esplicita, con indicativo o congiuntivo) o da «da» + infinito (implicita: «stanco da morire»). Altre forme: cosicché, sicché, al punto che, in modo che.

Come riconoscerlo

Cerca la coppia annuncio + che: «così... che», «tanto... che», «tale... che». Se nella reggente c'è un intensificatore e il «che» ne presenta l'effetto, è una consecutiva.

Esempi

Da non confondere con…

Non confondere la consecutiva con la coordinata conclusiva: «Era stanco, quindi dormì» (coordinata, stesso piano) contro «Era così stanco che dormì» (subordinata consecutiva, con l'antecedente «così»). E non confonderla con la finale: la consecutiva constata un effetto reale, la finale esprime uno scopo voluto.

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Domande frequenti

Come riconosco la consecutiva?
Dall'antecedente nella reggente (così, tanto, talmente, tale) seguito da «che» o «da + infinito».
Qual è la differenza tra consecutiva e conclusiva?
La consecutiva è una subordinata annunciata da un intensificatore («così... che»); la conclusiva è una coordinata introdotta da quindi, perciò, dunque.
La consecutiva può essere implicita?
Sì, con da + infinito: «È bello da togliere il fiato».