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La proposizione temporale

La proposizione temporale indica quando avviene l'azione della reggente: prima, dopo o nello stesso momento. «Quando arrivi, chiamami», «Mentre studiavo, è andata via la luce».

Esprime tre rapporti: contemporaneità (mentre, quando, nel momento in cui), anteriorità dell'azione della subordinata (dopo che, appena) o posteriorità (prima che, finché). Forma esplicita con indicativo o congiuntivo («prima che sia tardi»); forma implicita con gerundio, participio o infinito («Prima di uscire, chiudi la finestra»).

Come riconoscerlo

Chiediti «quando?» rispetto alla reggente: se la risposta è un'intera proposizione introdotta da quando, mentre, appena, dopo che, prima che, è una temporale.

Esempi

Da non confondere con…

Non confondere la temporale con il complemento di tempo: «Prima della partita» è un complemento (nome); «Prima che inizi la partita» è una subordinata temporale (verbo). E attenzione a «quando» nelle interrogative indirette: «Non so quando arriverà» non è temporale.

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Domande frequenti

Quali congiunzioni introducono la temporale?
Quando, mentre, appena, dopo che, prima che, finché, ogni volta che, nel momento in cui.
«Prima che» vuole il congiuntivo?
Sì: «Prima che faccia buio, torniamo a casa». «Dopo che» invece regge l'indicativo.
Come può essere implicita la temporale?
Con prima di + infinito, dopo + infinito passato («dopo aver mangiato»), il gerundio («tornando a casa») o il participio passato.