I complementi di tempo
I complementi di tempo indicano quando avviene un'azione o quanto dura. L'analisi logica ne distingue due: il tempo determinato e il tempo continuato.
Il complemento di tempo determinato risponde a «quando?», «in quale momento?»: «Sono nato nel 2010», «Partiremo domani». Il complemento di tempo continuato risponde a «per quanto tempo?», «da quanto tempo?»: «Ha piovuto per tre ore», «Studio inglese da due anni».
Come riconoscerlo
Chiediti se il complemento colloca l'azione in un momento preciso (determinato) o ne misura la durata (continuato). Le espressioni con «per + durata» e «da + durata» sono quasi sempre tempo continuato.
Esempi
- «L'esame inizia alle nove.» Tempo determinato: «quando?», «alle nove».
- «Abbiamo camminato per due ore.» Tempo continuato: «per quanto tempo?».
- «Vivo qui da cinque anni.» Tempo continuato con «da»: l'azione dura ancora.
Da non confondere con…
Non confondere il tempo determinato con il tempo continuato: «Ho studiato ieri» dice quando (determinato), «Ho studiato tutto il giorno» dice quanto a lungo (continuato). Attenzione anche agli avverbi di tempo (ieri, oggi, presto): sono complementi di tempo pure loro.
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Domande frequenti
- Qual è la differenza tra tempo determinato e continuato?
- Il determinato dice quando avviene l'azione («domenica», «nel 2020»); il continuato dice quanto dura («per un mese», «da tre giorni»).
- A quali domande risponde il complemento di tempo?
- Determinato: «quando?», «in quale momento?». Continuato: «per quanto tempo?», «da quanto tempo?».
- Gli avverbi come «ieri» sono complementi di tempo?
- Sì: in analisi logica «ieri», «oggi», «subito» si analizzano come complementi di tempo determinato.