Nella frase Ho dato il libro a Paolo ci sono due complementi che sembrano simili e che molti studenti scambiano tra loro. Nei compiti in classe è uno degli errori più frequenti, e quasi sempre dipende dal non aver guardato una cosa semplice: la preposizione. In questo articolo vediamo come distinguere il complemento oggetto dal complemento di termine senza più esitazioni.
Le due domande da fare
Il complemento oggetto risponde a “chi? che cosa?” e si lega al verbo direttamente, senza preposizione. In Leggo un libro: leggo che cosa? Un libro. Nessuna preposizione in mezzo.
Il complemento di termine risponde a “a chi? a che cosa?” e ha la preposizione semplice “a” (o articolata: al, allo, alla, ai…). In Scrivo a Giulia: scrivo a chi? A Giulia.
| Complemento oggetto | Complemento di termine | |
|---|---|---|
| Domanda | chi? che cosa? | a chi? a che cosa? |
| Preposizione | nessuna | a (al, alla, ai…) |
| Funzione | subisce l’azione | è il destinatario dell’azione |
| Esempio | Compro un gelato | Compro un gelato a Luca |
Verbi transitivi e intransitivi
Il complemento oggetto compare solo con i verbi transitivi, cioè quelli che esprimono un’azione che “passa” direttamente su qualcuno o qualcosa: mangiare, leggere, vedere, comprare. Con i verbi intransitivi (andare, dormire, arrivare, nascere) l’azione resta nel soggetto e non esiste un complemento oggetto.
Un trucco utile: se il verbo ammette la forma passiva, è transitivo. Marco legge il libro diventa Il libro è letto da Marco. Da qui entra in gioco anche il complemento d’agente. Con Marco va a Roma non puoi dire “Roma è andata da Marco”: il verbo è intransitivo.
Attenzione: alcuni verbi transitivi reggono il complemento di termine, come telefonare, rispondere, piacere, somigliare. Dire “telefono Maria” è un errore: si dice telefono a Maria.
Otto frasi svolte, dalla più semplice alla più difficile
1. Il cuoco prepara la cena la cena. Prepara che cosa? La cena. Complemento oggetto, nessuna preposizione.
2. Il nonno racconta una storia una storia. Racconta che cosa? Complemento oggetto.
3. Telefono a mia sorella a mia sorella. A chi telefono? Complemento di termine, con preposizione “a”.
4. Il bambino somiglia al padre al padre. Somiglia a chi? Complemento di termine. Il verbo non ha oggetto.
5. Ho regalato un libro a Chiara. Qui i complementi sono due: un libro è il complemento oggetto (ho regalato che cosa?) e a Chiara è il complemento di termine (a chi?).
6. La professoressa ha consegnato i compiti agli studenti. Oggetto: i compiti. Termine: agli studenti. Nota la preposizione articolata “agli” (a + gli).
7. Mi hanno restituito il portafoglio. Il pronome mi vale “a me”, quindi è complemento di termine. Il complemento oggetto è il portafoglio.
8. Te lo dico subito. Qui i pronomi sono due: te è complemento di termine (a te), lo è complemento oggetto (dico che cosa? Lo, cioè quella cosa). Quando i pronomi sono combinati, sostituiscili con le parole intere e rifai le domande.
I pronomi atoni: il punto in cui ci si perde
Con i pronomi non c’è la preposizione visibile, quindi la regola “ha la a” non basta. Ecco come riconoscerli:
- lo, la, li, le sono quasi sempre complemento oggetto (Lo vedo: vedo chi? Lui).
- mi, ti, gli, le, ci, vi possono essere oggetto o termine. Dipende dal verbo: Mi vedono (oggetto, vedono me), Mi parlano (termine, parlano a me).
- gli (a lui) e le (a lei) sono complemento di termine; loro (a loro) pure, ma si usa dopo il verbo.
Quando hai dubbi, sciogli il pronome: trasforma “gli ho detto” in “ho detto a lui”. Se compare la preposizione, è un termine.
Gli errori da evitare
Pensare che ogni “a” sia un complemento di termine. In Vado a Milano la preposizione “a” introduce un complemento di luogo: risponde a “dove?”, non a “a chi?”.
Confondere il termine con la specificazione. Il cappello di Anna risponde a “di chi?” ed è un complemento di specificazione, con la preposizione “di”.
Dimenticare che l’oggetto può stare prima del verbo. In Il tuo messaggio non l’ho letto l’oggetto è il tuo messaggio, ripreso dal pronome “l’”. Se hai bisogno di rinfrescare come trovare i soggetti in queste frasi, torna alla guida su come iniziare l’analisi logica.
In breve
Prima trova il verbo e chiediti se è transitivo. Poi fai le due domande: “chi? che cosa?” per l’oggetto, “a chi? a che cosa?” per il termine. Infine controlla la preposizione. Se un verbo ha entrambi i complementi, l’oggetto è ciò che si dà, si dice o si manda, il termine è chi lo riceve.
Analizza prima a mano, poi verifica. Prendi cinque frasi dal tuo libro, svolgile sul quaderno e poi confrontale con l’analizzatore di analisi logica con IA, gratuito: ti accorgerai subito se hai scambiato un oggetto con un termine.