Il complemento di termine
Il complemento di termine indica la persona, l'animale o la cosa su cui «termina» l'azione espressa dal verbo: il destinatario. «Ho scritto una lettera a Marco», «Il sale fa male alle piante».
Risponde alle domande «a chi?», «a che cosa?» ed è introdotto dalla preposizione «a» (o dalle sue forme articolate: al, alla, ai, alle). Può essere espresso anche dai pronomi atoni mi, ti, gli, le, ci, vi, si, che non hanno preposizione visibile.
Come riconoscerlo
Dopo il verbo chiediti «a chi?», «a che cosa?»: la risposta introdotta da «a» è il complemento di termine. Con i pronomi, prova a espanderli: «Gli ho telefonato» = «Ho telefonato a lui».
Esempi
- «Ho prestato la bici a mio fratello.» «a chi?», «a mio fratello»: complemento di termine.
- «Gli ho raccontato tutto.» Il pronome «gli» equivale a «a lui»: complemento di termine.
- «Il fumo nuoce alla salute.» «a che cosa nuoce?», «alla salute».
Da non confondere con…
Non confondere il complemento di termine con il moto a luogo, anche lui introdotto da «a»: «Do il libro a Luca» (termine, persona destinataria) ma «Vado a Roma» (moto a luogo, spostamento). E non confonderlo con il complemento oggetto: «lo» è oggetto, «gli» è termine.
Errori frequenti
Analizzare i pronomi atoni in fretta: «le» può essere complemento di termine («Le ho parlato», a lei) o complemento oggetto plurale («Le ho viste», loro). Bisogna sempre espandere il pronome per capire la funzione.
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Domande frequenti
- A quali domande risponde il complemento di termine?
- A «a chi?», «a che cosa?», con la preposizione «a».
- I pronomi mi, ti, gli, le possono essere complemento di termine?
- Sì: «Mi ha scritto» significa «ha scritto a me». Vanno sempre espansi per riconoscerne la funzione.
- Come distinguo il complemento di termine dal moto a luogo?
- Il termine indica un destinatario («Regalo un fiore a Anna»); il moto a luogo indica uno spostamento verso un posto («Vado a Milano»).